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La locomotiva sommersa – Mistero nel Ceresio
Un articolo sulla locomotiva scomparsa nel 1911

Sub e speleologi esperti sono scesi fino a –46 metri per cercarla a Porlezza ma la spedizione non ha dato l’esito sperato a causa del fondale limaccioso

I fondali limacciosi del Lago Ceresio non hanno svelato il segreto della locomotiva scomparsa: un mistero che dura ormai dal 1911. Vane le ricerche di una ventina di sub esperti che, nei giorni scorsi, sono arrivati a Porlezza appositamente per individuare lo storico mezzo travolto da un’alluvione e sparito sott’acqua quasi un secolo fa’. A breve però potrebbe essere organizzata una nuova spedizione subacquea.

Attratti da un mistero che a Porlezza ha ormai quasi il sapore di una leggenda, i responsabili dell’Associazione Sportiva di Milano “Deep World” hanno radunato una ventina di subacquei esperti ed hanno organizzato un’imponente operazione di ricerca, scandagliando nello scorso fine settimana il fondale del lago nell’area nella quale dovrebbe essere “nascosta” la locomotiva della linea ferroviaria “Menaggio – Porlezza”, oggi (purtroppo, ndr) non più esistente.

La storia narra che nella notte tra il 21 ed il 22 agosto 1911, un violento nubifragio si scatena sul Ticino e sulla parte Italiana del Lago di Lugano; le precipitazioni sono talmente forti da far tracimare il torrente Rezzo, che inonda l’area di Porlezza e, in particolare, la stazione ferroviaria della linea “Menaggio – Porlezza”. Sulla piattaforma girevole dello scalo è stata sistemata una locomotiva, travolta dalla furia dell’acqua e trascinata nel lago, dove si inabissa e scompare.

Nelle notti di forte pioggia e vento – e qui dalla storia si passa alla leggenda – c’è chi giura di sentire ancora il fischio della locomotiva e la campanella del capotreno.

“Mi immergo da molti anni nella zona di Porlezza – dice il Presidente dell’Associazione “Deep World”, Massimiliano Pellegrini – e, dopo una serie di ricerche, ho individuato l’area in cui dovrebbe trovarsi la locomotiva. Ho organizzato dunque una manifestazione proprio per ricercare la “scomparsa”. All’evento hanno partecipato venti sub esperti ed una decina di speleologi ed appassionati”.

Nello scorso fine settimana i sub si sono immersi, a coppie, scandagliando palmo a palmo l’area interessata, scendendo fino a –46 metri.

“Purtroppo anche per le condizioni del fondale del lago le ricerche non hanno avuto esito – continua Pellegrini – quel tratto infatti è ricoperto di limo e fango con uno spessore che arriva addirittura ad un metro e mezzo. Abbiamo utilizzato anche alcuni metal detector ma, per il momento, è rimasto il mistero”.

L’appassionato sottolinea l’espressione “per il momento” perché il gruppo non ha intenzione di abbandonare le ricerche. “Vogliamo far diventare questa manifestazione almeno annuale ma non è escluso che già, a breve, si possa organizzare una nuova spedizione – spiega ancora il Presidente dell’Associazione “Deep World” – effettivamente le possibilità di ritrovamento non sono elevate ma se riusciremo ad ottenere l’appoggio di altri esperti e di sponsor che possano fornirci attrezzature più adeguate all’impresa, non è escluso che si possa ottenere il risultato sperato”.

I subacquei che hanno partecipato alla spedizione hanno perlustrato i fondali antistanti il Comune di Porlezza da una profondità di –25 metri fino a –46.

“Abbiamo effettuato alcuni controlli mirati anche ad una profondità elevata perché sembrava ci fosse qualcosa – dice ancora Massimiliano Pellegrini – ma purtroppo le ricerche non hanno dato esito. Visto il grande entusiasmo dei partecipanti e della gente del posto abbiamo deciso di non abbandonare l’impresa e di ripetere, al più presto, l’esperienza, sperando di poter avere strumenti più potenti”.

Già nel 1998 era stata organizzata una prima spedizione di ricerca, alla quale avevano partecipato, soprattutto, sub della zona. “Le operazioni sono complicate anche perché il torrente Rezzo, in questi anni, ha depositato molto materiale – conclude l’esperto – inoltre le correnti subacquee sono stravaganti e potrebbero aver spostato anche molto lontano persino un oggetto ingombrante e pesante come la locomotiva. Abbiamo però la certezza che quella macchina sia finita nel lago e quindi non ci arrendiamo”.

Ce n’è abbastanza per alimentare il mito e per segnare sulla mappa del territorio lariano una nuova Atlantide dopo quella di Lenno, dove da tempo sono riprese le ricerche della leggendaria chiesa sommersa.

Qui, nel 2005, è nato addirittura un gruppo che opera proprio per svelare questo mistero, la “Compagnia della Campana Perduta”, che ha, tra i suoi sostenitori, il noto cantautore della Tremezzina Davide Van De Sfroos. Anche qui, subacquei al lavoro. E poco importa se le ricerche restano senza esito, quello che conta è inseguire il mistero. 

tratto da il “Corriere di Como” del 03 maggio 2007 a firma Anna Campaniello

 

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